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MUSICA


 

 

cultura celtica

I Celti non si possono definire in maniera univoca: non si tratta infatti di un singolo popolo o di una specifica razza, ma di una etnia generata da una complessa e lunga stratificazione di genti, durata circa mille anni nel periodo a cavallo tra il terzo ed il secondo millennio avanti Cristo.

Geograficamente molto vasto, il loro territorio si è nei secoli allargato valicando le Alpi dalle terre del Nord e riversandosi sui grandi stati mediterranei.

L’uomo celta vive in perfetta comunione con gli astri, il vento, il cielo, gli alberi, gli animali: egli non potrebbe mai concepire - per sua formazione spirituale - il disprezzo per la natura che oggi spesso la nostra civiltà dimostra.

E’ dunque esaltando il concetto di arte come estrema ricerca della libertà e dell’emozione, è sfiorando la realtà pur fermandosi a livello dell’essenza, che ci si può accostare nel modo migliore ad un mondo popolato di folletti e di fate, al bene e al male nella loro eterna lotta, ma inscindibile convivenza, a migliaia di leggende dei tempi antichissimi che ancora oggi possono regalarci momenti di cosciente abbandono al fantastico.

L’arte figurativa celtica di recente fa gran mostra di sé nei suoi elementi decorativi classici, ossia principalmente forme curve o linee che man mano si intrecciano in spirali fino a raggiungere un astrattismo tanto curato da far intravedere al fondo la sua perfetta somiglianza e fusione con immagini umane ed animali.

Pur rivelandosi spesso "mercificata", tramite la massiccia presenza su adesivi, catenine, gioielli, simboli da tatuare sul corpo, magliette e gadgets di ogni tipo, è forse la testimonianza di un processo più complesso, che è quello che ogni epoca manifesta secondo le proprie modalità e caratteristiche, ossia il costante bisogno di ricercare le proprie radici ed i propri valori più grandi.

L’immenso corpus di opere e leggende celtiche è in gran parte andato perduto a causa della scomparsa dei Bardi in Europa, perché affidato principalmente – tranne i casi in cui l’opera di cristianizzazione ne ha permesso una sopravvivenza, seppur rivisitata in senso agiografico, a cura dei monaci cristiani in Galles ed in Irlanda - alla sola tradizione orale della classe druidica, secondo la convinzione che non avessero peso storie ed esperienze riportate, se non tramite l’uomo ed il suo valore aggiunto.

Nonostante questa irrimediabile perdita aleggia da sempre attraverso i secoli il velo della tradizione celtica nelle arti: si deve tuttavia attendere la seconda metà del XVIII secolo per assistere ad una riproposta forte delle atmosfere e dei temi cari al celticismo da parte del movimento Romantico.

Il poeta scozzese Macpherson con i suoi "Canti di Ossian", il musicista Bellini con la sua "Norma" (1830) sono solo alcuni esempi di un processo che ancora oggi vede le sue propaggini nella più vasta politica Europea volta al riconoscimento e alla valorizzazione delle differenze e delle radici etniche e culturali.

La "rinascita celtica" si rintraccia in vari campi della cultura contemporanea: è senz’altro una delle matrici della NEW AGE poi assistiamo in letteratura alla riaffermazione del genere "fantasy" (con a capo la riscoperta - anche tramite le famose trasposizione cinematografiche – della magnificente opera di J.R.R. Tolkien "Il Signore degli Anelli"), nel panorama musicale alla presenza di suggestioni celtiche in brani celeberrimi (dalla colonna sonora del film "Titanic" My Heart Will Go On di Cèline Dion, a Live Forever delle Spice Girls) per giungere poi alla consacrazione del genere con la nascita di decine e decine di gruppi musicali e artisti solisti di impronta esplicitamente celtica negli ultimi trent’anni (a partire dai Chieftains fino ad Enya, Loreena McKennit, Alan Stivell, Mike Olfield).

Non è casuale inoltre, in linea con il processo di rivalutazione e riappropriazione delle atmosfere culturali immerse nelle proprie radici, il fatto che una delle più celebri opere del pittore francese Ingres, "Il sogno di Ossian"- commissionato all’artista da Napoleone per abbellire la propria stanza da letto al Quirinale - sia stato in mostra nella capitale come uno dei capolavori della imponente esposizione "Maestà di Roma", allestita in triplice sede all’Accademia di Francia, alle Scuderie del Quirinale e alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

Alessandra Giordani

 

 

 

 

 

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