Chikungunya
La globalizzazione espone dunque l’Europa al rischio di epidemie e
all’introduzione di nuove malattie che potrebbero non avere il decorso
relativamente benigno che la Chikungunya, malattia virale trasmessa da zanzare
tra cui appunto l’Aedes albopictus o zanzara tigre. La malattia, il cui
nome proviene dalla lingua Swahii e significa” camminare piegato in avanti”,
termine che rispecchia la sintomatologia caratterizzata da dolori articolari
intensi e diffusi, si manifesta dopo 4-7 giorni dalla puntura di una zanzara con
febbre, mal di testa ed appunto forti dolori osteo-articolari. Il decorso è
generalmente benigno, ma la sintomatologia può persistere per alcune settimane.
Importata nel mondo occidentale dall’Asia probabilmente attraverso il commercio
di copertoni usati, dove evidentemente ha trovato una nicchia adatta alla
propria diffusione, la zanzara tigre (Aedes albopictus) si è diffusa
negli ultimi vent’anni abbondantemente sia negli Stati Uniti che in Europa,.
La zanzara tigre depone le uova in
ambienti asciutti e poco luminosi dove sono in grado di superare inverni anche
rigidi. In Italia, è presente come insetto adulto da marzo a novembre-dicembre,
ma la deposizione della uova invernali, quelle destinate a svernare, si conclude
entro la fine di ottobre e metà novembre.
La Chikungunya è stata da tempo segnalata in Africa, nel Sud Est Asiatico e nel
subcontinente indiano, ma un’epidemia di vaste proporzioni era stata segnalata
recentemente nelle isole Reunion,
Mauritius, Seychelles, Maldive e poi in India. Numerosi erano stati i
viaggiatori europei, anche italiani infettati in occasione del loro soggiorno in
questi luoghi di vacanza.
La presenza così stesa della popolazione di zanzare tigre impone alle autorità
sanitarie di vigilare attentamente per quanto riguarda la possibilità teorica di
casi di dengue e di febbre gialla, malattie trasmesse anch’esse dalla zanzara
tigre, sul nostro territorio.
La dengue è malattia virale causata da un flavivirus di cui si conoscono 4
sierotipi, endemica nella fascia
tropicale con epidemie periodiche anche nella forma più grave, quella
emorragica. La febbre gialla è presente nel nord del Sud America e in Africa.
Per prevenire la diffusione del focolaio di Chikungunya è stata da tempo occorre
operare una lotta senza quartiere al vettore- la zanzare tigre appunto ed
evitare che i soggetti malati siano punti da insetti perpetuando così il ciclo
ed espandendo il focolaio epidemico.
La prevenzione della dengue deve avvenire anche attraverso una sorveglianza
accurata di ogni caso di importazione in turisti ed immigrati per prevenire la
diffusione della malattia alla popolazione italiana attraverso l’ Aedes
albopictus.
Dr Walter Pasini
Direttore Centro OMS Medicina del Turismo
fonte: estratto
da un comunicato stampa Travelmed del 31/08/2007 in occasione dei casi di
Chikungunya riscontrati a Castiglione di Ravenna