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INCIDENTI STRADALI
Poiché il mezzo automobilistico viene utilizzato dalla grande maggioranza di
turisti, non vi è dubbio che la Medicina del turismo che è quella parte della
sanità che studia i rapporti tra il turismo e la salute dell’individuo non può
trascurare un fenomeno di così ampie dimensioni e di così severo impatto sulla
salute pubblica non solo per le vittime,ma anche per coloro (familiari, amici,
parenti) che saranno costretti a subire il dolore legato alla perdita di vite
umane o delle disabilità permanenti derivate.
Gli incidenti stradali rappresentano nel mondo una delle principali cause di
morti e disabilità. Ogni anno si registrano nel mondo 1,2 milioni di morti e 50
milioni di feriti. Le proiezioni indicano che questi numeri aumenteranno del 65%
nei prossimi venti anni in mancanza di una politica mondiale volta alla
prevenzione. Il tributo che l’umanità sta pagando alla maggior facilità degli
spostamenti e nel caso del turismo estivo alla maggior disponibilità economica
delle popolazioni occidentali che si recano in vacanza è assolutamente
inaccettabile considerando che l’incidente stradale è un evento prevenibile se
si mette in atto una strategia articolata che coinvolga tutte le componenti del
sistema (legislazione nazionale, controlli di velocità e tasso alcolico dei
guidatori, poteri locali, industria automobilistica, educazione del guidatore
fin dall’età scolastica). A livello globale sono i paesi in via di sviluppo
quelli che pagano il conto maggiore in termini di vite perdute e di numero di
disabili a causa dell’incremento vertiginoso di veicoli, del cattivo manto
stradale, della circolazione contemporanea di auto, motocicli, biciclette,
pedoni ed animali e della mancanza di una legislazione che obblighi l’uso delle
cinture di sicurezza, il casco per il motociclisti e il divieto del consumo di
alcool.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha da tempo raccomandato agli stati
membri di dare più importanza agli aspetti sanitari del fenomeno. Sul piano
della conoscenza del fenomeno a livello nazionale e a livello locale, gli
incidenti stradali dovrebbero essere analizzati alla stregua di un’epidemia
attraverso un meticoloso censimento degli stessi: dove avvengono, perché, chi é
coinvolto, l’incidenza dei diversi fattori di rischio ( velocità, comportamento
del guidatore, visibilità, caratteristiche delle strade, segnaletica stradale,
ecc.) Uno degli aspetti più drammatici ed angoscianti dell’ “epidemia “ di
incidenti stradali è quello che priva la società del suo futuro essendo gli
adolescenti ed i giovani i gruppi più vulnerabili. Il Ministero della Salute,
specie attraverso il Centro di controllo delle malattie, e le Regioni dovrebbero
monitorare il fenomeno in questi termini fornendo alla collettività e alle
autorità competenti dati fondamentali per assumere decisioni motivate dalla
forza dei numeri. Tra le misure utili che il Governo dovrebbe assumere vi è il
maggior coinvolgimento del ministero della Salute, eventualmente l’istituzione
di un ministero apposito o la creazione di un Commissario ad acta che abbia
funzioni di coordinamento tra le varie competenze.
Dr Walter Pasini
Direttore Centro OMS - Medicina del Turismo
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