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Neonato
Saper gestire la vita di un neonato è un lavoro importante che
deve impegnare i genitori e le persone che sono molto vicino al
nuovo arrivato al mondo.
In questa informativa racconteremo, in veloci tappe, il primo
anno di vita del bambino.
Abbiamo scelto di circoscrivere questo lasso di tempo ricordando
che il neonato, durante i suoi primi 12 mesi di vita, è un vero
e proprio computer, capace di apprendere e di conoscere in una
maniera eccezionale rispetto a qualsiasi altro periodo della sua
esistenza.
Iniziamo con il dire che il lavoro per una buona crescita del
bambino inizia prima della nascita, ovvero con la scelta
dell’ospedale dove la mamma dovrebbe partorire e
l’organizzazione dello spazio dove il piccolo inizierà a muovere
i suoi primi passi nella vita.
Per quanto riguarda gli ospedali ricordiamo che a partire dal
1992 l’Unicef ha creato la lista degli “Ospedali amici dei
bambini”, dove si promuove l’allattamento al seno del neonato
con iniziative del tipo del rooming della culla, ovvero il
neonato è 24 ore su 24 a fianco della madre ed una formazione
continua della mamma spingendola a cercare di allattare al seno
il proprio figlio per i primi 6 mesi della sua esistenza.
L’allattamento al seno è l’ottimo per il neonato. Infatti con
questo cibo, fornito dalla madre, che dovrà avere una dieta
equilibrata, il neonato, nei primi 3 mesi della propria
esistenza, dovrebbe crescere di peso di circa 150 grammi alla
settimana.
Per quanto riguarda la casa, la prima cosa da preparare è il
lettino, uno dei luoghi dove il piccolo passerà molto del suo
tempo.
È
più indicato scegliere un lettino di legno o vimini con sponde,
alte circa mezzo metro, per non rischiare che il bambino cada.
Se le sponde hanno le sbarre queste devono distare tra loro
circa 5 centimetri.
Il materasso, rigido, deve perfettamente incastrarsi nella
struttura del lettino in maniera da non lasciare spazi vuoti
dove il bambino potrebbe incastrarsi. È utile non mettere un
cuscino per il piccolo, o per lo meno utilizzarne uno piatto.
Ricordate inoltre, quando coprite il vostro piccolo, di non
coprirgli con le coperte il viso e il collo. Non è ancora
autonomo per scoprirsi e rischierebbe di soffocarsi.
Restando su questo argomento ricordiamo che tra i maggiori
rischi che corrono i bambini appena nati è la cosiddetta Sids
“Sindrome da morte improvvisa del lattante”. Non si conoscono
appieno le cause di queste improvvise morti, in ogni caso,
secondo gli esperti, una buona prevenzione corrisponde
semplicemente a far dormire i neonati sempre a pancia in su.
Sulla base delle ricerche, la probabilità di incappare in una
Sids facendo dormire i bambini sdraiati sulla schiena,
praticamente dimezza.
Un altro particolare da ricordare è che i neonati non sono
ancora in grado di autoregolare la loro temperatura, ciò
comporta che, in una casa con una temperatura gradevole, tra i
18 e i 20 gradi, il bambino non deve essere coperto troppo, in
quanto potrebbe avere quella che in linguaggio medico viene
chiamata “temperatura accidentale provocata”. Si tratta di una
alterazione della febbre che passa naturalmente scoprendo un
poco il bambino.
Adesso ci limitiamo a dare alcune informazioni sulle diverse
tappe che un neonato percorre nel suo primo anno di vita.
Ricordiamo che le tappe sono indicative, un bimbo può
raggiungere determinati stadi con un po’ di ritardo rispetto ad
altri, non siate ansiosi, quindi, ma preoccupatevi
esclusivamente in caso di ritardi gravi. Inoltre i giochi
suggeriti sono quelli che potrebbero stimolare al meglio il
vostro bambino a superare un po’ più facilmente le tappe del suo
sviluppo.
La prima cosa da dire che la peggiore baby sitter che potete
dare al vostro piccolo è la televisione. I suoi colori e suoni
potrebbero distrarre il bambino in momenti importanti come ad
esempio l’allattamento non facendolo in questa maniera
alimentare in maniera corretta.
Nel primo mese della sua esistenza il bambino ha come prima sua
attività il dormire, arrivando a farlo anche fino a 18 ore
giornaliere. Il suo campo visivo è limitato, al massimo 30
centimetri, vedendo semplicemente la “massa” degli oggetti,
senza comprenderne i contorni. Risponde ai vostri sorrisi,
copiandoli. Riesce anche a seguire degli oggetti che gli si
muovono vicino, se sono abbastanza lenti.
In questo periodo può accadere che il bimbo pianga
apparentemente senza motivo. Non è così: nel primo mese piange
“ad orario” e non riesce ad essere consolato in alcuna maniera
ed è una cosa naturale dovuto a diversi fattori che però non
debbono preoccupare i genitori.
A due mesi il piccolo inizia a scalciare e a muovere le braccia,
durante il mese successivo inizia a riconoscere l’immagine della
mamma e inizia a prendere in mano gli oggetti. In questi primi
tre mesi il suo gioco preferito potrebbe essere il classico
carillon con degli animaletti in plastica e dai colori
sgargianti appesi che suona e ruota sopra la sua testa,
attaccato alla culla.
Dal quarto al sesto mese inizia a riconoscere le persone che più
spesso vede inoltre continua il suo lavoro di manualità
migliorando di volta in volta l’abilità nella presa degli
oggetti. Alla fine di questo percorso, intorno al sesto mese di
vita, inizierà a divertirsi molto con il suo sonaglino,
battendolo a terra felice. Inizia a fare i primi movimenti
autonomi, anche se ancora non riesce ancora a rimanere
autonomamente né seduto né in piedi. Attenzione, a partire da
questo periodo, a non lasciare il piccolo solo su piani senza
sponde dove lui possa roteare e conseguentemente cadere, anche
perché non riesce ancora a percepire chiaramente la profondità.
Se entro i sei mesi non si accorge dei rumori, non riconosce le
persone o non vuole iniziare ad afferrare oggetti, è il caso di
rivolgersi ad un pediatra.
Tra i 7 e gli 8 mesi il bambino inizia a gattonare e a tenersi
in piedi se appoggiato ad un mobile o sorretto sulle mani.
Intorno a ai 9 mesi il piccolo inizia ad interagire con il mondo
esterno quasi come un adulto: esegue gesti per farsi prendere in
braccio o per ottenere cibo e giochi. In questo periodo il gioco
preferito è quello che collega ad un suono il verso di un
animale.
Dai 10 mesi all’anno di vita il bambino inizia a camminare in
maniera sempre più autonoma e il suo strillare e i suoi versi si
avvicinano sempre di più al linguaggio degli adulti. Quando
inizia a camminare da solo è utile lasciarlo il più possibile
camminare a piedi nudi, in maniera che prenda una postura il più
possibile naturale. È importante che quando il bambino mette le
scarpette che queste siano più grandi che strette, in maniera
che all’interno il piede si muova nella maniera più naturale.
In questo periodo il piccolo è contento di incontrare gli altri
bambini ma non riesce ancora ad interagire con loro in maniera
autonoma.
È molto importante che nel suo primo anno di vita il bambino
possa stare il maggior tempo possibile all’aria aperta, in
maniera da rafforzare nella maniera più naturale possibile e,
stando al sole acquisire molta vitamina D naturalmente.
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