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rubrica di informazione per la prevenzione e la salute

Nozioni di Primo Soccorso

L’impegno di una persona nel prestare un primo soccorso ad un’altra deve essere fatto seguendo determinate regole, con l’obiettivo di dare un piccolo sollievo all’infortunato, non di curare eventuali ferite o traumi, deve essere un intervento in attesa di personale specializzato.

Le nozioni che in seguito vi diamo, soprattutto riguardo la rianimazione e il massaggio cardiaco, devono essere integrate da un corso di primo soccorso effettuato con personale qualificato, perché eventuali interventi fatti senza la dovuta novizia si rischia di fare danni maggiori.

Il primo passo da compiere quando ci si trova di fronte ad una persona che è in evidente stato di necessita di soccorso è quello di chiamare il numero delle emergenze sanitarie 118.

La chiamata deve contenere delle informazioni fondamentali: bisogna dare innanzitutto in maniera più precisa possibile l’ubicazione del paziente, successivamente indicare che tipo di allarme dare ai soccorritori, ovvero indicare se il malato è cosciente o meno, se respira o se si teme la frattura di qualcosa.

Ricordiamo che prestare soccorso ad una persona in difficoltà oltre ad essere un dovere morale, è anche una prescrizione del codice Penale. Infatti l’articolo 593 obbliga una persona a soccorrere una persona in pericolo e di darne immediata comunicazione alle autorità. Se qualcuno omette il soccorso rischia fino a 3 mesi di carcere.

Se si è in più persone a soccorrere sarebbe utile dividersi con uno dei soggetti che si muove per attendere e guidare meglio i soccorsi, soprattutto se ci si trova in un luogo di difficile accesso (boschi, montagne, ect…).

Dunque, dopo aver chiamato il 118, il soccorritore deve decidere come e se intervenire in aiuto della persona in pericolo.

È importante sottolineare che non ci si deve improvvisare medici.

Bisogna dunque fare attenzione e limitarsi ad azioni semplici, in maniera da non peggiorare la situazione, ma dare un lieve sollievo alla persona in difficoltà.

In primis è necessario comprendere se la persona sia cosciente o meno. Per scoprire questa cosa il metodo migliore è limitarsi a fare delle domande di base all’infortunato, come ad esempio il nome di battesimo, e dove senta dolore, è fondamentale continuare sempre la comunicazione, in quanto è indice della mantenuta coscienza del malato, quindi segnale positivo anche per i soccorritori.

Se la persona da soccorrere non risponde e risulta essere non cosciente, bisogna controllare se ha il battito cardiaco e se respira.

Il battito può essere preso dal polso o dal collo, per la precisione dalla vena giugulare. Attenzione, non utilizzare il pollice per sentire il battito, in quanto percepireste in maniera distorta i dati che vi servono.

Per scoprire se l’uomo da soccorrere respiri controllare attentamente la cassa toracica e vedere se si muove, anche in maniera irregolare è un dato da ricordare. Un’altra possibilità è mettere delle lenti di fronte al naso o alla bocca della persona da soccorrere, se queste si appannano significa che il soggetto respira.

Nel caso in cui la persona non respiri è necessario innanzitutto rimuovere eventuali corpi estranei dalla bocca dell’uomo e partire con la respirazione bocca a bocca.

La respirazione si effettua chiudendo le narici della persona da soccorrere ed inclinandogli il capo all’indietro.

Dopo queste operazioni preliminari la respirazione si effettua soffiando il proprio respiro nella bocca dell’uomo, al ritmo di circa 15 soffi al minuto.

In caso di blocco cardiaco insieme alla respirazione è necessario effettuare un massaggio cardiaco.

Questo di effettua con il soccorritore che, posizionandosi sopra il malato deve innanzitutto porre i palmi delle sue mani una sopra l’altra e poggiarle all’apertura della cassa toracica, ovvero nello spazio in cui inizia lo staccamento delle costole.

Mantenendo i gomiti ben dritti bisogna spingere con le mani non con eccessiva forza, ma quanto basta per far abbassare lo sterno di circa un paio di centimetri.

Dopo 30 pressioni effettuare la respirazione con solo 2 soffi.

Ricordiamo sempre se si è in più persone a fare i soccorsi, cerchiamo di dividerci i compiti, ad esempio uno massaggia e l’altro fa la respirazione.

Sempre il relazione a dei colpi improvvisi che riguardano il cuore ricordiamo l’ipotesi di un infarto.

Si tratta di una patologia cardiaca che colpisce maggiormente soggetti dai 50 anni in su.

In questa situazione cercare di tranquillizzare il più possibile il soggetto, in posizione seduta ed, in caso di brividi di freddo del malato, cercare di mantenerlo al caldo. Non fare altro, è necessario attendere i soccorsi e basta.

Invece in caso di sospetta frattura la prima cosa da fare è non spostare il malato. Al massimo, se si è in più di una persona cercare di metterlo su una barella di fortuna. Evitiamo il più possibile di far fare muovere il paziente, in quanto potrebbe essere che questi ha ossa rotte in più rispetto a quelle che indica, con troppi movimenti si rischia di peggiorare la situazione.

Per un arto fratturato cercare di bloccare con una stecca la rottura. Per gli arti superiori sarebbe migliore tagliare gli abiti per evitare movimenti bruschi all’infortunato.

Se la persona da soccorrere tende a vomitare cercare di spostarlo semplicemente su un fianco, in maniera tale da evitare di farlo soffocare con il proprio stesso vomito.

Se troviamo un soggetto vittima di una fuoriuscita di sangue la prima cosa da fare è lavare la ferita con acqua ossigenata, o forse più fattibile in determinate situazioni, utilizzare acqua e sapone.

Per fare di più è necessario essere provvisti di guanti in lattice, in maniera da poter toccare il sangue di un estraneo senza rischi anche per la nostra incolumità.

Se si hanno a disposizione i guanti è utile anche tamponare la ferita con garza e disinfettante.

Se le ferite risultano essere più profonde e il sangue esce a fiotti, avremmo una emorragia di un vaso sanguigno. Il vaso può essere arterioso o venoso, nel primo caso il sangue proviene dal cuore, è ricco di ossigeno quindi più chiaro ed esce con maggior pressione. In questa situazione bisogna bloccare il vaso con una legatura nella posizione più vicina al cuore.

Il sangue venoso è ricco di anidride carbonica e sta tornando al cuore. È di colore più scuro e ha meno pressione. Qui la legatura va fatta nella direzione più lontana dal cuore.

In caso di ustionati le regole fondamentali sono principalmente due: tenere lontano dalla zona di calore l’infortunato, fargli bere dell’acqua. Se la bruciatura non è troppo forte, tagliare gli abiti.

Se ci sono a disposizione guanti utilizzarli per controllare la pelle ustionata, soprattutto perché è ad alto rischio una possibile infezione della cute lesa.

Se infine ci troviamo di fronte ad un colpo di sole o di calore anche in questo caso il primo soccorso si riduce all’esecuzione di semplici movimenti in attesa dei soccorritori professionisti.

Le scelte da fare sono: far bere e rinfrescare il malato e, se è in grado di muoversi o di essere spostato, cercare di accompagnarlo in un posto più fresco.

 

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