La tendenza sempre maggiore, negli ultimi anni, ad adottare
stili di vita principalmente sedentari, con gravi rischi per la
salute soprattuto per i più giovani, ha portato risalto ad una
nuova disciplina medico – scientifica, la “Psicomotricità”.
Si tratta di una scienza che viene utilizzata per cercare di
mantenere il più possibile una certa autonomia corporea e di
sviluppare tutte le potenzialità sensoriali.
Come disciplina, la psicomotricità inizia a far capolino nei
primi anni del XX secolo, inizialmente solo come rapporto mente
– atletismo, successivamente si collega sempre di più ad un
collegamento educativo – comportamentale.
Tra i maggiori esperti di psicomotricità ricordiamo il famoso
psicologo J. Piaget.
Il primo libro riguardante questa disciplina è il “Manuale di
psichiatria del bambino”, dove viene ribadito lo stretto legame
che unisce comportamento, psiche e corpo.
La psicomotricità viene solitamente applicata nei confronti dei
bambini, dove è chiaramente necessario instaurare un buon
rapporto tra se stessi e il proprio corpo, anche se ne esistono
applicazioni nei confronti degli adulti, soprattutto nei
confronti di coloro che hanno avuto dei traumi tali da aver
limitato la normale interazione delle persone con l’ambiente
circostante.
Infatti il rapporto tra movimenti corporei ed eventi emozionali
è un legame presente il qualsiasi animale in maniera innata.
Fin dalla nascita il bambino utilizza pose e atteggiamenti che
riescono ad influenzare il proprio rapporto con la madre.
In un bambino sano equilibrio psichico e quello motorio
dovrebbero crescere in maniera parallela.
Ad esempio alcune azioni effettuate in maniera scoordinata e
goffa potrebbero nascondere il disagio provato dalla persona che
esegue questa operazione.
Anche le balbuzie ed alcuni tic possono essere collegati a dei
malesseri pisco motori.
Ricordiamo comunque che, come esistono persone più o meno
intelligenti, esistono esseri umani più o meno inclini alle
attività manuali, ovvero con un diverso livello di goffaggine.
In pratica, quando si curano degli eventi psicomotori si agisce
sul rapporto tra paziente e mondo, permettendo al malato di
crearsi la propria oasi di tranquillità sul grande palco che è
la vita.