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PATOLOGIA DA REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO
E' una patologia digestiva molto comune
ed estremamente variabile sia nelle modalità di presentazione e decorso sia nei
danni tessutali secondari.
Essa ha una riconosciuta patogenesi multi fattoriale
la cui causa comune è il prolungato contatto del contenuto gastrico refluito
all'esofago. E' oggi una delle condizioni cliniche più comuni nei Paesi
occidentali, tanto da essere considerata la patologia più frequente a carico
del sistema gastro-enterico.
Il sintomo più importante è la pirosi (acidità e
dolore a livello della regione sternale) i il rigurgito di materiale proveniente
dallo stomaco. talvolta questi sintomi soprattutto di dolore restrosternale
possono fare pensare a patologie di tipo cardiaco o respiratorio.
In questo caso
è compito del medico curante informare accuratamente il paziente che ha
problemi gasto-enterici sulla natura della sua patologia. Utile è anche un
piccolo accenno sui meccanismi anatomici e funzionali che, in condizioni
fisiologiche si oppongono al reflusso dei contenuti in esofago e il cui
fallimento predispone alla patologia descritta. Tra questi gioca un ruolo
fondamentale lo sfintere esofago inferiore in quanto un suo rilasciamento
inappropriato è la causa principale del reflusso gastro-esofageo.
Alcuni
alimenti e generi voluttuari sono alla base di questa patologia:
1) il caffè riduce il tono dello
sfintere;
2) l'alcool determina un significativo
aumento dei reflussi acidi;
3) i grassi: dopo l'ingestione di pasti
abbondanti ad alto contenuto calorico i sintomi da reflusso compaiono più
frequentemente;
4) Il fumo di sigarette;
5) la posizione del corpo
(postura) gioca un ruolo importante, che è favorito dal sollevamento di
pesi soprattutto se compiuti con il busto piegato in avanti, o la posizione
supina. Per ovviare a questa ultima situazione, basterebbe alzare la testata del
letto di 20 cm circa;
6) Evitare farmaci irritanti per la
mucosa esofagea (antinfiammatori - acido acetilsalicilico - cortisonici), mentre
utile, è l'assunzione eventualmente di farmaci (H2 antagonisti o procivetici)
dopo comunque aver effettuato tutti i controlli strumentali ed
emato-chimici del caso.
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