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LA PATOLOGIA DEL TENDINE DI ACHILLE: QUADRI ECOGRAFICI

Il dott. Flavio Di Gregorio e’ nato ad Arezzo il 26-12-1959. Si e’ laureato con il massimo dei voti il 26/7/1984 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Si e’ specializzato in Radiologia il 20/11/1988 presso lo stesso ateneo. Ha ottenuto una borsa di studio con compiti assistenziali presso l’istituto di radiologia della stessa università per il biennio 1988-1990. E’ autore di oltre 100 articoli in lingua italiana e straniera su riviste di Radiologia e altre specialità mediche. Dal 1/8/1990 a tuttora svolge il proprio servizio lavorativo, sia in qualità assistenziale di Dirigente di I livello che di Ricercatore Universitario, presso il dipartimento di Radiologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, direttore prof. P. Marano.

Questo mio primo intervento su questa rivista multimediale riguarda una patologia relativamente frequente all’osservazione del radiologo che si dedica allo studio ultraspecialistico della patologia muscolo-scheletrica. Cercherò di fornire alcune notizie ecografiche e di suggerire un corretto iter diagnostico al fine di prevenire le conseguenze fastidiose ed invalidanti di questo tipo di patologia.

La patologia tendinea è un’evenienza molto frequente nel nostro vivere quotidiano. Essa può essere sia di tipo traumatico, negli sportivi professionisti o in coloro che frequentano palestre o campi di gioco per scopi amatoriali, sia di tipo degenerativo dovuta all’età e quindi all’usura dovuta da microtraumatismi ripetuti.

I medici di base e gli specialisti (ortopedico, medico dello sport) si avvalgono sempre più spesso dell’ausilio di metodiche quali l’Ecografia e la Risonanza Magnetica, che permettono, senza arrecare effetti collaterali ai pazienti, di giungere ad una diagnosi e quindi di impostare una più corretta terapia conservativa di tipo medico (assunzione di farmaci, fisioterapia) o chirurgica.

L’ecografia e la risonanza magnetica sono metodiche che utilizzano rispettivamente gli ultrasuoni e le radiofrequenze, energie non nocive alla salute del paziente in quanto non determinano interazioni con la materia simili a quelle delle radiazioni ionizzanti (raggi X).

L’ecografia nello studio della patologia tendinea viene utilizzata come esame di prima istanza, spesso è diagnostica, e può essere sufficiente per una corretta impostazione terapeutica farmacologia.

La risonanza magnetica viene eseguita solo successivamente in particolare se l’esame ecografico non è stato in grado di chiarire la patologia di cui il paziente è affetto, ad esempio persiste la sintomatologia del paziente con esame ecografico negativo o dubbio, oppure per comprendere meglio il tipo di patologia o per ottimizzare un’eventuale intervento chirurgico in caso di esame ecografico positivo.

In questo mio articolo affronterò la patologia del tendine di Achille sia infiammatoria che degenerativa solo dal punto di vista diagnostico ecografico.

L’ecografia è una metodica a basso costo, facilmente ripetibile (si possono effettuare multipli controlli), che permette una ottimale visualizzazione dei tessuti molli (tendini, muscoli, cute e sottocute), che utilizza gli ultrasuoni, ripeto non nocivi per la salute paziente.

Il tendine di Achille è il più spesso (5-6mm) e robusto dei tendini del corpo umano, è lungo circa 15 cm che trae origine dai muscoli gemelli e dal muscolo soleo, che nell’insieme costituiscono il muscolo tricipite surale situato a livello del polpaccio deputato all’estensione del piede sulla gamba; tale tendine si inserisce sulla faccia posteriore del calcagno da cui è separato dalla borsa retrocalcaneare. La struttura tendinea è costituita da fasci di collagene tra i quali si interpongono fibre elastiche, il tutto rivestito da una guaina periferica chiamata peritenonio.

Il tendine di Achille è visibile attraverso la pelle come un cordone spesso e duro ed è fondamentale sia per camminare, per saltare che per stare sulla punta dei piedi.

I soggetti giovani più esposti alla patologia infiammatoria e traumatica sono di certo gli sportivi (tennisti, calciatori, cestiti, saltatori, sciatori ecc.) ed i danzatori, mentre nei soggetti meno giovani vengono più spesso colpiti gli sportivi occasionali, che non seguono particolari preparazioni fisiche, coloro che sono esposti a lavori usuranti, a patologie che favoriscono la degenerazione tissutale (malattie reumatiche, collagenopatia, insufficienza renale cronica) o a farmaci che possiedono una specifica tossicità verso il tessuto collagene (ciclosporine, azatioprina, cefalosporine).

La tendinite è un processo infiammatorio caratterizzato ecograficamente da un aumento dello spessore tendineo e della sua ecogenicità legati a fenomeni edemigeni, con sfumatura dei contorni, mal visualizzazione dei fasci tendinei. La diagnosi di tendinite è di stretta pertinenza ecografia; l’esame viene ripetuto a distanza di 14 giorni e fino alla risoluzione del quadro patologico. La terapia è medica antinfiammatoria.

La tendinite spesso è associata alla peritendinite caratterizzata da una flogosi del peritenonio che appare disomogeneo, sfumato, aumentato di spessore, a ridotta ecogenicità e con presenza di fluido peritendineo.

Le infiammazioni della borsa retrocalneare (borsiti) possono essere anche esse associate a fenomeni flogistici tendinei oppure comparire da sole. In condizioni fisiologiche le borse sierose non appaiono visualizzabili all’esame ecografico per il collabimento delle pareti, mentre nelle flogosi sono ben visibili per la presenza di liquido nel loro contesto che detenne le pareti, ed assumono un aspetto ipo-anecogeno.

Le lesioni degenerative appaiono come aree ipoecogene ( più scure della struttura tendinea) mono o multifocali; esse dopo corretta terapia medica e fisioterapica evolvono in aree fibro-cicatriziali iperecogene (più chiare). Frequente è la presenza di microcalcificazioni tendinee, immagini iperecogene, che presentano un tipico cono d’ombra posteriormente per l’assorbimento del fascio ultrasonoro, come esito di pregresse alterazioni degenerative. Le lesioni degenerative si possono avvalere sia della terapia conservativa, medica, oppure chirurgica se invalidanti.

Tali lesioni possono evolvere, se trascurate, verso una rottura del tendine che può essere parziale o completa.

Le rotture parziali sono caratterizzate da una lacerazione dei fasci intorno al 50% dell’intero spessore tendineo sino ad arrivare alle lesioni subtotali dove è interessata più dei 2/3 della struttura. Le aree interessate hanno un aspetto ecografico disomogeneo, marezzato caratterizzato da aree sia ipo che iperecogene per la presenza di fenomeni edemigeni ed emorragici.

Le rotture totali sono caratterizzate da una soluzione di continuo completa dei fasci tendinei con presenza di due monconi iperecogeni separati tra loro da un ematoma.

In questi casi in rapporto alla gravità della lesione, al tempo intercorso tra insorgenza della lesione e valutazione clinica, all’età del paziente e all’eventuale associazione con altre patologie, l’ortopedico si può orientare caso per caso sull’effettuazione di una terapia conservativa o chirurgica.

La patologia del tendine di Achille essendo una entità nosografia relativamente frequente nella nostra quotidianità non deve essere sottovalutata soprattutto da coloro che svolgono una vita di relazione normale, in quanto può evolvere verso forme croniche che possono essere oltre che invalidanti di difficile risoluzione terapeutica.

Il medico specialista ortopedico e il medico sportivo rappresentano i migliori referenti in caso di patologia tendinea essendo in grado, anche con l’ausilio di metodiche quali l’ecografia e la risonanza magnetica, di porre una corretta diagnosi e quindi di approntare una ottimale ed efficace terapia di tipo conservativo o chirurgico.

Oggigiorno seguire mode sportive in maniera sconsiderata al solo fine di socializzare senza avere un’idonea preparazione atletica può essere la prima causa di patologie tendinee invalidanti.

Flavio Di Gregorio

e-mail: fla.digrego@libero.it

fdigregorio@rm.unicat.it

Foto n. 1

Anatomia ecografica del tendine di Achille

TA = Tendine di Achille

B = Borsa Retrocalcaneare

C = Calcagno

K = Triangolo di Kager

 

Foto n. 2

Tendinite acuta

La ripresa ecografica longitudinale dimostra ispessimento e disomogeneità diffusa del Tendine di Achille con presenza di microcalcificazioni nel suo contesto

 

Foto n. 3

Peritendinite

Presenza di versamento a livello del peritenonio

 

Foto n. 4

Tendinopatia cronica

Presenza di immagini ipoecogene nel contesto del tendine di Achille compatibili con lesioni degenerative

 

Foto n. 5

Borsite

Presenza di versamento a livello della borsa retrocalcaneare che appare distesa dal fluido e a pareti ispessite

 

Foto n. 6

Rottura completa tendinea

Il tendine di Achille appare diffusamente disomogeneo ed ispessito per fenomeni edemigeno/emorragici.

Si notino i monconi tendinei di frattura (T), che appaiono iperecogeni, e la sede di rottura (R) 

 

 

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