arte: servizi e argomenti artistici rubrica di  CORRERENELVERDEONLINE

Correrenelverdeonline

-Arte

-Arte: parola, suono, colore

-Architettura

-Pittura

-Scultura

-Il risultato della creazione

-The result of the creation

-Villa Castelbarco Albani

-Barocco Leccese

-Body and Soul Salvador da Bahia

-Premio Scarpa


-Storia dell'Arte

-Arte Cinese

-Arte Giapponese

-Arte Indiana

-Arte Precolombiana

-metodi di costruzione


-I Classici della Letteratura

-Boccaccio

-Casa del Boccaccio

-Ente Nazionale Giovanni Boccaccio

-Poetica Boccaccesca

-Decamerone

-Boccaccio Padre della Prosa Volgare

-Dante

-Poetica

-Vita Nova

-Divina Commedia

-Petrarca

-Poetica Petrarchesca

-Canzoniere


Associazioni

Associazione De Nittis

-Fondazione Pergolesi Spontini

-Sant’Apollonia


Castello di Genazzano

-Storia del Castello

-Il restauro

-Immagini

Tadolini

-Studio Tadolini

-Storia dello Studio

-Immagini dello Studio


Archivio

-Magie d’ambra

-Ardea

-Apparenze mediterranee

-Centro Artistico Atellano

-Santa Marta

-Albano villaggio preistorico

-Alterazioni Video

-Intervista a Marco Berchi

-Intervista a Roberto Luciani

-Vetrina Italia

-Villa Adriana

ARTE


 

Storia dello studio Tadolini

Guarda le immagini dell'atelier cliccando qui

Lo studio Tadolini al numero civico 150 B della via del Babuino, il nome deriva da un sileno che sta sopra la fontana, all’angolo via dei Greci presso la chiesa greco–cattolica di San’Atanasio, che oggi è diventato Museo Canova-Tadolini, come indica la targa sopra il portone è lo studio di quattro generazioni di scultori dal 1818 al 1967.

 

Finalmente aperto – merito di Ida Benucci e Tommaso Gargari -  il pubblico può ammirare un autentico studio con una vasca dove si scioglieva il gesso, affiancato con gli strumenti,  ai bozzetti, ai calchi, ed ai gessi per preparare quasi 500 opere, che hanno preso vita nel bronzo e nel marmo per tramandare ai posteri l’effigie dei Grandi, sparpagliati in Europa, America e America Latina e persino in India. L’intera collezione è vincolata dai Beni Culturali e conservati nei 600 metri quadri dell’atelier.

 

Adamo Tadolini (1788-1868) primo artista della dinastia,  di origine bolognese divenne discepolo prediletto di Antonio Canova quando si stabilì a Roma nel 1814. Quattro anni più tardi nel 1818  Canova firmò per lui, a titolo di garanzia detta – “sicurtà solidale” - il contratto d’affitto con gli amministratori del Collegio dei Greci sottoscritto da tal Nicolò Albacini probabilmente discendente di Carlo Albacini (1739-1813) che lavorò nello stesso studio negli anni precedenti. Lo Studio di Canova si trovava solo a pochi passi da via del Babuino in via delle Colonette 26/27 accanto all’ospedale San Giacomo.

 

Seguono i figli di Adamo:  Scipione Tadolini (1822-1892) e Tito (1828-1910), che fondano una associazione per eseguire delle copie richieste in Europa e in America.

Giulio (1849-1918) che è figlio di Scipione ed uno dei più ricercati ritrattisti dell’epoca ed e lui che pubblicò i Ricordi autobiografici del nonno Adamo Tadolini nel 1900.

E l’ultimo erede, figlio di Giulio era Enrico Tadolini (1884–1967), indirizzato verso la «classicità», motivo per cui si distanziò dai «Manifesti» della sua epoca – come per esempio quello di Umberto Boccioni del 1912.

 

Nello studio hanno posato Sovrani, principi, Cardinali, condottieri, scienziati, ed è passata la storia di due secoli, sono documenti, che svelano l’intimità di personaggi, che per un verso o per un’altro, sono giunti sulla vetta della celebrità come indicano le targhe commemorative nelle sale con le rispettive iscrizioni: di Pio IX, che porta la data 1869 e che riferisce la lode del pontefice all’opera dell’Arcangelo di Giulio Tadolini (oggi a Boston), Vittorio Emanuele II e Umberto I.

 

I più famosi  committenti e collezionisti dell’arte contemporanea erano i Torlonia,  Napoleone e la sua famiglia, l’Austria con Metternich e Esterhazy, Inghilterra con duca di Devonshire e Lady Beaumont e la Russia con Demidoff e Jussupov. 

 

Incorniciati e ben visibile appesi alle pareti sono le lettere autografe del conte Sommariva riguardante la famosa opera dell’ Amore e Psiche di Canova, copia che Adamo scolpì nel 1822 (oggi in Villa Carlotta a Bellaggio), oppure la lettera di Gioacchino Rossini, con la quale il grande compositore incarica Adamo di eseguire il monumento funebre per il padre della cantante Isabella Angelica Colbran, prima moglie di Rossini. Disegnò lui stesso la bozza del monumento per consigliare allo scultore il suo gusto estetico, e poi, in tutta fretta, si scusa: - “Io non so disegnare, pure ti faccio due segnacci onde tu col tuo genio possa riporlo come credi. Disegno degno di un maestro di musica, ma che l’amico perdonerà …”.

 

Oggi però, dopo il difficile  passaggio dagli l’ultimi eredi agli attuali proprietari è cambiato notevolmente l’aspetto dello studio in quanto si poteva ammirare ancora un paravento, dipinto dalla Regina Margherita, oppure i quadri del paesaggista Anivitti in parte con deleghe  all’amico Enrico; inoltre i bellissimi acquarelli dei costumi teatrali eseguiti da Cesare Fraccassini, il primo maestro di Giulio Tadolini. Questo era l’interieur quando Giuseppina Tadolini, figlia di Enrico era ancora in vita (fino al 1996) e quando l’autrice eseguì la ricerca sui Tadolini per tanti anni a cura del Gruppo dei Romanisti e Elena Talenti, pubblicato nel volume: Tadolini: Adamo, Scipione, Giulio, Enrico ; quattro generazioni di scultori a Roma nei secoli XIX e XX , Roma 1996.

Tamara Felicitas Hufschmidt