AMBIENTE E NATURA: AL CENTRO DEL NOSTRO PROGETTO rubrica di CORRERENELVERDEONLINE

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Legge 21 novembre 2000, n. 353

Legge 9 dicembre 1998, n. 426

Protezione dalle esposizioni a campi elettrici

DL n° 230/1995 modificato

D.P.R. 13 marzo 1976, n. 448

 

 


 

 

 

Ambiente e Natura: per vivere meglio con più consapevolezza

VENEZIA, LA DOMINANTE

Al centro della laguna veneta, nel golfo che porta il suo nome, sorge una delle più straordinarie città del mondo di cui vi forniamo alcune immagini. Venezia, la Dominante, la Serenissima, conserva intatto nei secoli il fascino di una lunga storia, fatta di architetture uniche, fasti di antichi poteri ed una cultura ricca come le tante isole della laguna.

La Laguna di Venezia ha una superficie molto estesa (550 chilometri quadrati). Le isole riempiono la laguna solo per una piccolissima parte; tutto il resto è composto di piane fangose, casse di colmata, paludi salmastre e canali dragati.

Solo tre bocche sono rimaste a collegare la laguna al Mar Adriatico: a nord la bocca del porto di San Nicolò, al centro quella di porto di Malamocco e a sud la bocca di porto di Chioggia.

Al centro della laguna sorgono diverse isole; le più importanti sono, oltre a Venezia, la Giudecca, Burano, Murano, Torcello, Mazzorbo, Sant’Erasmo, Chioggia, Lido di Venezia e Pellestrina.

Per più di mille anni Venezia è stata il centro di una delle più grandi e durature repubbliche della storia.

Dal V secolo d. C. gli abitanti dell’entroterra giunsero nella laguna per sfuggire alle invasioni barbariche che funestavano il territorio dei Veneti.

Gli abitanti di Altino e di Aquileia occuparono le isole di Torcello, Murano, Giudecca, Burano Olivolo e Rialto (i nomi delle isole fanno riferimento ai rioni di Altino). Conoscevano già la laguna e sapevano bene che i suoi canali offrivano una validissima protezione contro chi ignorava la trama segreta dei suoi passaggi (non si dimentichi che i Longobardi erano una popolazione poco incline alla navigazione, tant’è che durante la loro dominazione in Italia scomparvero gran parte dei cantieri navali della penisola).

Con il passare degli anni i nuclei abitati delle isole unirono i loro interessi in una confederazione che tutelava non soltanto l’interesse difensivo, ma anche le strutture sociali ed economiche.

La Serenissima Repubblica Marinara trasformò l’ex regio X Venetia et Histria in una nuova potenza economica Capace di espandersi dal Mar Adriatico sino al Bosforo, comprese alcune isole del Mar Egeo (Candia ed Eubea).

Gli ingegneri navali, i comandanti delle navi ed i commercianti permisero alla Città dei Doge di controllare il commercio con il Levante, grazie anche al rapporto privilegiato con l’Impero bizantino; le rotte delle navi giungevano sino a Tripoli, Alessandria d’Egitto, nel Mar Nero (si ricordi la spedizione di Marco Polo del 1271), nelle Fiandre e sino all’Inghilterra.

L’acqua, da secoli, rappresenta per Venezia l’elemento vitale della sua natura. La città sorge dall’acqua e si rispecchia magnifica nei canali della laguna. Per arrivare a questo risultato, i veneziani hanno deviato il corso di alcuni fiumi, realizzando una delle più grandi opere di ingegneria idraulica.

Venezia sorge su più di 100 isole collegate tra loro da canali e ponti. Per secoli i costruttori veneziani hanno elevato la loro maestria sino ad ottenere i risultati che oggi vediamo. Poiché la isole e la laguna sono prive di pietra per la costruzione, i veneziani hanno dovuto portare via mare grandi blocchi di pietra d’Istria, di Verona e di pietra d’Orsena. Dall’Istria, inoltre, sono stati trasportati milioni di tronchi di quercia, larice ed abete per rafforzare le fondamenta. I costruttori conficcavano i pali di legno nel fango per alcuni metri, sino a raggiungere il caranto di sabbia e argille dure; sopra i pali veniva poi costruita una zattera con assi di legno incrociati, così da distribuire uniformemente il peso sui pali. Sulla zattera, infine, si procedeva alla costruzione in pietra o marmo.

Durante i lavori di ristrutturazione di alcuni palazzi, quando i canali vengono prosciugati per agevolare le operazioni, è possibile vedere il perfetto stato di conservazione dei pali conficcati nel fango. Il segreto della conservazione è da ricercare proprio nel fango: in assenza di ossigeno, i batteri che decompongono il legno non possono agire.

In questo vasto patrimonio naturale, i veneziani hanno portato a livelli unici le conoscenze, le tecniche di costruzione, l’arte dei meravigliosi palazzi, le regole economiche e commerciali di una repubblica fondata sul mare. Il simbolo di questa incredibile cultura può essere rappresentato dal campanile in Piazza San Marco; alto 96 metri, il campanile è sormontato dalla statua dell’Arcangelo Gabriele. La statua gira su se stessa grazie alle ali che seguono la direzione del vento come due vele. Quando la statua si rivolge verso la Basilica, nelle giornate di scirocco, i veneziani sanno che, con molta probabilità, è in arrivo l’acqua alta.

Guardando la facciata della Basilica si San Marco, è possibile notare la magnificenza di stili architettonici ed artistici che mescolano elementi romanici, bizantini e gotici. Fondata nel nono secolo d. C. per custodire le spoglie di San Marco, il progetto della Basilica rispecchia quello della Basilica dei Dodici Apostoli a Costantinopoli; si estende con le sue meravigliose cinque cupole in orizzontale, emblema di Venezia e del suo dominio sul Mediterraneo.

La laguna Veneta protegge le città dal Mar Adriatico. Al suo interno si trovano numerose isole, le maggiori sono Venezia, Giudecca, Burano, Murano e Lido di Venezia.

Il flusso della marea è svolto dalle tre bocche di porto di Lido-San Nicolò, Malamocco e Chioggia; in corrispondenza di esse, sono in costruzione le barriere mobili che limiteranno l’ingresso delle alte maree eccezionali (Sistema Mose).

La laguna di Venezia è una delle più importanti aree umide del mondo per i suoi ecosistemi acquatici e per i suoi aspetti ambientali; è un habitat singolare che necessita di continui progetti capaci di preservare questa incredibile complessità idrogeologica. Per lunghi anni, le acque provenienti dall’entroterra, un bacino di 2000 chilometri quadrati abitato da più di 1.000.000 di abitanti, e le acque provenienti da Porto Marghera, una delle più grandi aree industriali d’Italia, hanno contaminato la laguna. Per risolvere questo problema, il Progetto Integrato Fusina, che sarà completato entro il 2010, tutelerà la laguna limitando gli scarichi e risparmiando acqua potabile attraverso il riciclo dell’acqua utilizzata per fini industriali.

La laguna, questo incredibile ecosistema in continua evoluzione modellato dal moto ondoso, dalle maree, dai sedimenti dei fiumi e dalla mano dell’uomo, si presenta con dune di sabbia che emergono dall’acqua salmastre (le barene), numerosi isolotti, lidi, valli di pesca e di caccia, velme (banchi fangosi), boschi, palui (aree poco navigabili, immerse in basse acque), canali naturali ed artificiali e murazzi (scogliere artificiali)

Le acque della laguna hanno profondità che variano dai pochi centimetri a qualche metro. Qui la flora e la fauna si sviluppano in numerose specie e varietà.