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MUSICA


 

 

Franz Joseph Haydn

Franz Joseph Haydn nacque a Rohrau, un villaggio al sud dell’attuale Austria, da una famiglia di contadini il 31 marzo 1732.

La famiglia, piuttosto benestante avendo diverse terre da gestire, aveva la passione del canto e della musica da esercitare nel tempo libero, anche se nessuno, prima di Franz Joseph, aveva intrapreso la strada di musicista. Questa passione consentì comunque al piccolo Haydn di acquisire una conoscenza delle melodie più apprezzate dalla popolazione rurale dell’epoca.

Nel 1737 il piccolo Franz Joseph venne mandato alla scuola della chiesa di S. Giacomo di Hainburg  dove avrebbe potuto ricevere una educazione. Il rettore del coro della chiesa, Johann Mathias Franck, notò nel giovane le stimmate del grande musicista. La sua permanenza in questa scuola durò solamente 2 anni in quanto, nel 1739 Reutter, compositore della corte di Vienna notò il giovane Franz Joseph e decise di prenderlo alle sue dipendenze.

Utilizzato inizialmente come cantante per le opere e le celebrazioni liturgiche nella capitale asburgica, Haydn in questo periodo migliorò la sua conoscenza della musica classica e religiosa utilizzata all’epoca.

Il cambio di timbro nella sua voce, giunto con la pubertà portò lentamente il giovane ai margini del coro, fino alla sua espulsione nel 1749.

Per sopravvivere Haydn iniziò a suonare per piccoli gruppi e a dare lezioni private di cembalo.

Uno stile di musica più “popolare”, che stava sorgendo in Europa come a Vienna vedrà Haydn in veste sia di osservatore che di protagonista attivo.

Nella seconda metà degli anni 50 del ‘700 Haydn divenne un artista ricercato dai ricchi e potenti della capitale asburgica. Appartengono a questo periodo le prime sinfonie e Divertimenti.

Nel 1760 Haydn venne chiamato al servizio del principe d’Ungheria, Paul Anton Esterhàzy.

Nel 1762, a causa della morte di Paul Anton, la guida della nobile famiglia ungherese passò nelle mani del fratello Nicolaus. Questi, forse cosciente dell’aria di novità che stava iniziando ad inebriare l’Europa, fu il principale attore dell’ascesa alla gloria dell’arte di Haydn.

Infatti si nota una progressiva libertà di azione che l’artista riesce ad ottenere. Tra le innovazioni più importanti citiamo il diritto di pubblicare le opere con la propria firma e soprattutto di poter accettare incarichi da esponenti che non fossero della famiglia Esterhàzy.

Particolare è il rapporto che Haydn ebbe con i suoi orchestrali. Preciso e puntiglioso quando si trattava di dover suonare, liberale e di manica larga per quanto riguarda i comportamenti. Haydn ritiene che l’orchestra debba essere un gruppo in cui le abilità di ognuno si esaltino ma dove non esistano legacci, se non musicali, nel modo di trascorrere la propria esistenza.

Tra le opere principali composte in questo periodo dall’artista austriaco ricordiamo le opere teatrali Acide, Lo speziale, Le pescatrici, L’infedeltà delusa, Philemon un Baucis e l’Armida.

Dopo un breve ritorno a Vienna, Haydn cercò fortuna oltremanica, a Londra, dove rimarrà, a fasi alterne, per 4 anni, dal 1791 al 1795.

Nel luglio del 1791, l’artista austriaco si vide conferito il titolo di dottore in musica ad “honoris causam” dall’Università di Oxford.

Nel 1803 l’artista si ritira a vita privata.

Morì nel 1809.

La critica musicale, nel XIX secolo, non riconobbe al musicista austriaco la grandezza artistica del personaggio, limitandosi a definirlo un mero esecutore di melodie, con unica gloria il merito di aver inventato nuove forme di musica come la sinfonia e il quartetto d’archi.

La musica di Haydn è sicuramente meno “europea” ed  innovative di quella di molti altri artisti che sono vissuti a cavallo tra il 1700 e il 1800, ma il talento artistico è innegabile. Il musicisti infatti ebbe prima una educazione fortemente “asburgica”, ovvero molto legata alle tradizioni antiche, e poi finì di formarsi chiuso nel castello del principe di Ungheria, sicuramente lontano dalle elite culturali europee. Una volta giunto a Londra, lo stile dell’austriaco è già formato, e non subisce troppe interferenze da quella grande Babele di lingue ed avanguardie della capitale dell’impero britannico del primo ‘800.

 

 

 

 

 

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