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MUSICA


 

 

Musicisti, cantanti, compositori, gruppi, interviste

RINO GAETANO

Rino Gaetano è uno dei cantautori italiani più famosi di tutti i tempi: la sua carriera, seppur breve (quasi nove anni appena), ha comunque lasciato un segno profondo nel campo musicale tanto che è ricordato come uno dei più famosi artisti nostrani del ‘900 anche all’estero.

Nato a Cutro (in provincia di Crotone) nel 1950, il giovane Rino è costretto a trasferirsi da giovane con la famiglia a Roma in cerca di lavoro. Questa vicenda, analoga a quella di molte altre famiglie del sud, influirà notevolmente sul suo futuro artistico (in canzoni come “Agapito Malteni” e “ Ad esempio a me piace il sud”), portandolo a trattare più volte dell’esodo dei meridionali verso le industrie del nord.

Fin da giovane Rino Gaetano è affascinato dalla musica, intesa come un linguaggio universale. Poco poù che adolescente crea con alcuni amici il complesso Krubs.

La sua passione è comunque quella di scrivere canzoni. Oltre a fare ciò cerca, da solista, di ottenere ingaggi contattando produttori e case discografiche, operazione portata avanti senza ottenere molti successi.

Nel 1973 Rino Gaetano riesce a far pubblicare il suo primo LP “I love you Marianna”. Il cantante, per questa opera, usa lo pseudonimo di Kammamuri’s. Il disco in realtà non riesce a riscuote alcun successo concreto. Si può cercare la ragione di questo risultato negativo nel fatto che il panorama musicale italiano è strettamente legato al filone serio ed impegnato. È così che molti interpretano lo stile ironico, polemico e giocoso del cantautore romano, come semplicemente demenziale.

Nonostante ciò Rino Gaetano riesce ad attirare l’attenzione di alcuni produttori che gli permettono il debutto sul mercato l’anno successivo con l’album “Igresso Libero”, anche stavolta però la critica non è favorevole e il pubblico lo ignora.

L’anno della svolta per lui è il 1975, quando passa dalla piccola etichetta It alla multinazionale RCA entrando nel giro dei big quali De Andrè, De Gregori e Venditti (con quest’ultimo stringerà un legame d’amicizia che durerà tutta la vita); ed incidendo il disco “ma il cielo è sempre più blu”: questa volta Rino Gaetano conosce davvero la fama, e si afferma nelle classifiche per molto tempo come uno degli autori musicali più apprezzati.

Il giovane vede aprirsi davanti a se diverse porte. Accetta di condurre un programma radiofonico, impegno che manterrà per diversi anni.

Ma Rino Gaetano non abbandona l’amore per la musica. La sua produzione artistica continua, guadagnando consensi, permettendo in tal modo all’artista di spiccare il volo tra i grandi della musica italiana.

Il successo, che sembra non arrestarsi mai, non intacca però la vena satirica e divertente dell’artista. Nei suoi testi apparentemente ermetici, Rino Gaetano affronta con lo stesso spirito leggero sia tematiche difficili che quelli più spiritosi. Tra i suoi brani più celebri: “Nuntareggae più”, “Berta filava”, “L’operaio della fiat”, “E cantava le canzoni” e “Resta vile maschio dove vai” (scritta per lui da Mogol).

Nel 1978 partecipa a Sanremo con la canzone “Gianna”, forse la sua più importante, posizionandosi terzo dopo Anna Oxa e i Matia Bazar. È la sua performance più famosa ed eclatante, tanto da essere ancora ricordata oggi, nel 2010, a trent’anni dalla sua scomparsa.

Poco prima della sua morte, nell 1981, Rino Gaetano fa parte del cast dello spettacolo teatrale (la sua altra passione)di Pinocchio nel ruolo della Volpe.

Ma il destino è lì che incombe: all’alba del 2 giugno 1981 l’artista, ormai romano d’adozione, perde la vita in seguito ad un incidente d’auto; si spegne così una delle più promettenti stelle italiane all’età di soli 31 anni.

Dopo la sua dipartita sono stati dedicati a Rino Gaetano innumerevoli tributi tra libri,dischi, cover, film (la RAI nel 2007 ha prodotto una fiction sulla sua vita e il regista Paolo Scarlato ha presentato un corto al Giffoni Film Festival 2010 intitolato “Non voleva essere un giullare”) e persino vie: esattamente una a Roma Nord, una piazza a Cutro, il suo paese natale dov’è presente anche una sua gigantografia dipinta a mano nella sala comunale, ed una piazza a Crotone, con una statua di bronzo che lo rappresenta con cilindro, frac ed ukulele (la tenuta della sua apparizione a Sanremo del 78); questo a testimonianza di quanto possano essere state incisive la sua avventura e le sue parole sulla storia della musica italiana.

 

 

 

 

 

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