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Elliott, il drago invisibile

Titolo originale: Pete's Dragon

Nazione: Usa

Anno: 1977

Produzione: (Disney), Jerome Courtland, Ron Miller

Regia: Don Chaffey

Cast: Helen Reddy, Jim Dale, Mickey Rooney, Red Buttons, Shelley Winters, Sean Marshall

Diciamo la verità, chi di noi quando era piccolo non ha mai pensato di avere un amico immaginario? Un amico che poteva ascoltare tutte le nostre gioie e le nostre tristezze, che dormisse nei posti più strani della nostra casa, che mangiasse ogni tipo di schifezza e fosse sempre pronto a giocare solo con noi?

L’amico immaginario è il sogno ricorrente dei più piccoli, o meglio forse lo era prima che ci fosse l’invasione malsana dei videogiochi e dei telefonini, prima che anche i bambini diventassero snob e selettivi, perdendo quel pizzico di fantasia che insegnava a crescere ma non troppo.

I bambini moderni credono che il loro miglior amico sia il joystick del computer, o il logo del cellulare, ma c’è stato un tempo in cui i più piccoli inventavano storie bellissime insieme ad amici immaginari di ogni forma e specie.

A quella nostalgica e fantasiosa innocenza la Disney nel 1977, ha voluto dedicare un film speciale, tracciando i contorni di un’amicizia davvero fuori dagli schemi, strana ed importante allo stesso tempo, preziosa per regalare sorrisi ed alimentare un po’ di sana invidia verso quel modo di sognare che oggi, a causa di cartoni animati aridi ed esasperatamente violenti ha perso ogni valore.

La storia in questione è quella di Pete, un ragazzino rimasto orfano dei genitori, che finisce affidato ad una famiglia adottiva, i Gogan, che lo sfrutta nei lavori più duri.

Pete è il brutto anatroccolo della situazione, deriso e allontanato da tutti i suoi coetanei che un bel giorno per sua fortuna, si imbatte in uno straordinario e buffissimo drago Elliott, che ha la facoltà di apparire e sparire a comando, cantando come un uccellino e vola leggiadro con due piccole alette che gli fanno vincere anche la forza di un uragano.

Elliott è per Pete la soluzione ad ogni problema, con il suo faccione buffo ed i suoi occhi teneri, lo aiuterà a superare tutte le difficoltà, facendogli riscoprire l’importanza di sorridere.

Realizzato con tecnica mista come il famosissimo "Chi ha incastrato Roger Rabbit", mettendo in scena attori umani e cartoni animati, questo intramontabile classico, è riuscito a conquistare il pubblico di ogni età, anche grazie ad una colonna sonora ritmata ed accattivante.

È interessante notare come con questa pellicola la Disney, abbia iniziato a rivoluzionare i canoni delle favole comuni, in un percorso al contrario, dove animali mitologici e notoriamente feroci come i draghi, assumono le sembianze di creature docili mansuete e bizzarre che devono difendersi dalla crudeltà dell’uomo.

Un percorso che è stato tracciato anche dal cinema con l’indimenticabile Dragonheart del 1999 prodotto dalla Universal, e che ha trovato il culmine nell’ironia pittoresca del capolavoro DreamWorks del 2001, Shrek, dove addirittura il Drago si scopriva essere una dolcissima lei che a dispetto di tutti e tutto, perdeva la testa per un "ciucchino" logorroico e fobico.

Certo nel caso di Shrek, la parentesi del drago era solo la ciliegina sulla torta di un cartone a dir poco perfetto, figlio della tecnologia digitale e distante anni luce dall’ingenuità disneyana, ma ciò non toglie che "Elliott, il drago invisibile", sia rimasto per tutti questi anni una favola sempre attuale, capace nella sua semplicità di stupire ed emozionare ancora.

 

 

 

 

 

 

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