FILM E RECENSIONI rubrica di  CORRERENELVERDEONLINE

Film & Recensioni Attori Attrici Registi Festival Cinema Musica Teatro

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie

Correrenelverdeonline


 

 

Tenebre

Titolo originale: Tenebre

Paese: Italia

Anno: 1982

Durata: 110 minuti

Genere: thriller, horror

Regia: Dario Argento

Soggetto: Dario Argento

Sceneggiatura: Dario Argento

Produttore: Claudio Argento, Giuseppe Mangogna

Produttore esecutivo: Salvatore Argento

Casa di produzione: Sigma Cinematografica - Roma

Interpreti e personaggi: Anthony Franciosa: Peter Neal, Christian Borromeo: Gianni, Mirella D'Angelo: Tilde, Veronica Lario: Jane McKerrow, Ania Pieroni: Elsa Manni, Eva Robins: Ragazza sulla spiaggia, Carola Stagnaro: Ispettrice Altieri, John Steiner: Cristiano Berti, Lara Wendel: Maria Alboreto, John Saxon: Bullmer, Daria Nicolodi: Anne, Giuliano Gemma: Capitano Germani, Isabella Amadeo: Segretaria di Bullmer, Mirella Banti: Marion, Ennio Girolami: Manager del grande magazzino, Marino Masé: John, Fulvio Mingozzi: Alboreto il portiere, Gianpaolo Saccarola: Dottore, Ippolita Santarelli: Prostituta, Dario Argento: Narratore, Lamberto Bava: Riparatore, Michele Soavi: Fidanzato di Maria (Uomo che cammina con la ragazza sulla spiaggia)

Fotografia: Luciano Tovoli

Montaggio: Franco Fraticelli

Effetti speciali: Giovanni Corridori

Musiche: Massimo Morante, Fabio Pignatelli, Claudio Simonetti (Goblin)

Scenografia:  Giuseppe Bassan

Costumi:  Pierangelo Cicoletti, Carlo Palazzi, Franco Tomei

Trucco:  Pierantonio Mecacci, Piero Mecacci

Lo scrittore Peter Neal, su richiesta del suo editore giunge a Roma per promuovere la sua ultima fatica: Tenebrae (Tenebre).

Però la sua visita di piacere e lavoro viene turbata da un maniaco assassino, che uccide ispirandosi alle morti che colpiscono i protagonisti del suo libro.

Peter Neal viene coinvolto e risucchiato in una spirale di orrore e violenza dalla quale sarà difficile uscire...

Qui Dario Argento, da libero sfogo alla truculenza e alla violenza che animano il suo lavoro di regista; le atmosfere di tensione a cui ci ha abituato il regista romano, qui trovano degni alleati in sequenze molto forti e di sfondo rosso sangue che costrinsero il film ad uscire vietato ai minori di 18 anni nelle sale cinematografiche.

Ciò è testimoniato anche dal numero elevato di vittime (12 morti) che si susseguono ininterrottamente nel film.

La vicenda ruota attorno allo scrittore Peter Neal, interpretato da Anthony Franciosa, che deve fronteggiare la follia del serial killer di turno; ovviamente il copione delle trame dei film di Argento bene o male sono sempre le stesse: protagonista che a suo malgrado viene coinvolto fortuitamente nei piani dell'assassino psicopatico; assassino che come unica ragione dei suoi folli gesti ha un trauma subito nell'infanzia; colpo di scena sull'identità dell'assassino.

Ad una prima lettura tutti i film di Dario Argento sembrerebbero copie di se stessi, ma non è così; è proprio l'elemento disturbante del dramma subito, che l'assassino porta dentro di se, a differenziare ogni singola pellicola.

Il regista con i suoi film, e quindi con i drammi di ogni sua creatura psicopatica, non fa altro che rappresentare semplicemente i mali che si generano e si muovono in ognuno di noi;  la morte di un figlio, violenza subite da un genitore, una malattia mentale destabilizzante, questi sono solo alcuni dei mali che attanagliano i personaggi di Argento e i quali, riflettendoci accuratamente, non sono poi tanto lontani da nostro vivere quotidiano.

I mostri che popolano i sogni di Dario Argento, si possono incontrare ogni giorno per strada; il timido vicino o il premuroso padre di famiglia, potrebbero incarnare il male in persona senza darne alcun segno  nella superficie quotidiana di tutti i giorni.

Il tema dominante su cui si incentra Tenebre, è il limite che può raggiungere la devianza umana; lo stesso assassino vede le sue vittime come dei peccatori che possono raggiungere la redenzione solo con la morte per sua mano; quindi il killer si assurge a ruolo di angelo sterminatore in nome di una morale che ne accoglie il pensiero, ma non ne condivide il mezzo di redenzione (l'omicidio).

Tecnicamente, il lavoro di regia di  Argento si incentra su una visuale in prima persona;  nelle scene degli omicidi il killer non viene mai ripreso ma inglobato in esse, dando quindi allo spettatore la sensazione di commettere egli stesso l'omicidio in prima persona; questo è un aspetto tipico e ridondante dei film del maestro dell'horror italiano.

Ad incrementare ancor di più la tensione e suspense presente nel film, ci pensano le canzoni composte da Claudio Simonetti del gruppo musicale dei Goblin, ormai veterano fisso dei film di Argento.

Come nella maggior parte delle sue pellicole, le mani dell'assassino che si vedono in primo piano sono dello stesso Argento ed anche i sussurri bisbigliati durante gli omicidi.

Molti dei luoghi in cui si svolge il film, si trovano nella zona romana dell'Eur e posizionati a pochi passi dalle location in cui lo stesso Argento girò “4 mosche di velluto grigio”.

Nella parte di Jane troviamo Veronica Lario, che diventerà moglie di Silvio Berlusconi; la scena del suo omicidio subì la mutilazione della censura durante la messa in onda nel marzo 1986 sulle reti Fininvest; la versione integrale fu successivamente mostrata in tv durante la trasmissione “Giallo” del 1987 su Raidue.

 

 

 

 

 

 

160x600_promo